Notizie dal Mondo Auto
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Alla fine Andrea Formica, già vicepresidente di Ford Europa dopo aver guidato Ford Italia e trascorso tredici anni nella filiale europea del gruppo americano, ha scelto la strada di Torino, cedendo a un corteggiamento per la verità iniziato alcuni anni fa.
Sergio Marchionne ha pensato a lui per dare una nuova impostazione all’assetto di Fiat Group Automobiles, quel rimescolamento delle carte a livello manageriale atteso da mesi e che prenderà corpo dopo l’assemblea straordinaria del 16 settembre con all’ordine del giorno il via libera degli azionisti allo scorporo: da una parte Fiat Spa e dall’altra Fiat Industrial (Iveco, Cnh e parte di Fiat Powertain Technologies).A Formica l’amministratore delegato del Lingotto assegnerà la responsabilità delle vendite dei quattro marchi (Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Professional) mentre per Lorenzo Sistino, che occupa in questo momento tale incarico, si profilerebbe la nomina ad amministratore delegato di Iveco, complice il fatto che nel 2011 il novarese Paolo Monferino, tra gli uomini più vicini e stimati da Marchionne, compirà 65 anni. Era stato Panorama Economy, nell’ultimo numero, a ipotizzare l’arrivo di Formica in Fiat e ieri, una volta saputo delle dimissioni da Toyota Europa, il cerchio era praticamente chiuso, con AutomotiveNews ad anticipare alle agenzie i dettagli sul cambio della guardia. Lo scrive Pierluigi Bonora sul sito della testata giornalistica IL GIORNALE A spingere Formica ad accettare il trasferimento a Torino varie ragioni: il desiderio di tornare a lavorare in Italia dopo la lunga parentesi a Bruxelles in casa Toyota, ovviamante le prospettive che Marchionne gli ha palesato e, probabilmente, qualche malumore sorto nei mesi scorsi quando i vertici del colosso giapponese hanno, a loro volta, spostato delle pedine nelle stanze dei bottoni del quartier generale europeo.
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La casa d’auto torinese ha visto precipitare le vendite del 65,5% a 1.044 unità rispetto alle 3.026 dello stesso mese di un anno prima, mentre la quota di mercato è scesa all’1,89% dal 4,52%.Decisamente migliore il bilancio da inizio anno, che segna un incremento del 12,79% con un totale di auto immatricolate pari a 34.492 unità con quota di mercato stabile.Per quanto riguarda gli altri marchi del Gruppo Fiat, Alfa Romeo ha visto un calo delle vetture vendute del 46,5% (-12% da inizio anno), Abarth del 13,5% (+19,58% da gennaio ad agosto).
Ancora peggio ha fatto il gruppo Chrysler, controllato da Fiat. Il marchio Chrysler ha immatricolato ad agosto solo 28 autovetture con un calo del 78,7% rispetto allo scorso anno (-36,3% da inizio 2010), mentre Dodge e Jeep segnano una discesa rispettivamente dell’82,8% e del 44,8% (-60,65 e -2,69% da inizio anno).
Notizia 2 di 15
Secondo l’agenzia di stampa Reuters con il lancio della nuova Alfa Giulietta il brand ALFA ROMEO ha aumentato la sua quota di mercato dal 2,5% del 2009 al 3% di oggi.Nel suo segmento è la seconda in assoluto dietro alla VW Golf, ma non è detto che prima della fine dell’anno la compatta del Biscione possa sorpassare la tedesca.
Notizia 3 di 15
Secondo l’agenzia di stampa Reuters con il lancio della nuova Alfa Giulietta il brand ALFA ROMEO ha aumentato la sua quota di mercato dal 2,5% del 2009 al 3% di oggi.Nel suo segmento è la seconda in assoluto dietro alla VW Golf, ma non è detto che prima della fine dell’anno la compatta del Biscione possa sorpassare la tedesca.
Notizia 4 di 15
La strada che Sergio Marchionne ha individuato per risollevare la competitivita’ di Chrysler e’ trasporre anche nell’azienda americana il modello di management che ha modellato all’interno di Fiat.
Lo sostiene un articolo del magazine Fortune, che gia’ a partire dal titolo definisce Marchionne mr. Fix-It, ossia “il riparatore”. La novita’ saliente che Marchionne ha portato in azienda e’ che si punta sulla velocita’ di esecuzione, accorciando la catena decisionale. “Tutti i 25 piu’ alti dirigenti riportano direttamente a lui, che ha quindi l’ultima parola su ogni divisione interna a Chrysler, dalle risorse umane agli affari legali, dalla progettazione alla catena di montaggio”, spiega l’articolo.
Un concetto che e’ gia’ stato assimilato e accettato anche da chi, come il responsabile della divisione design di Chrysler, Ralph Gilles, lavora nel gruppo dal 1992. “Tutto e’ differente ora: quello che ci serviva era rapidita’ decisionale e (da quando e’ arrivato Marchionne, ndr) le lentezze burocratiche si sono dissolte”.
E’ dunque sbagliata l’impressione che, di primo acchito, si potrebbe avere sull’a.d. di Fiat-Chrysler, che “potrebbe sembrare un professore di materie umanistiche che insegna in un piccolo college liberale”. In realta’, precisa l’articolo, “puo’ anche darsi che il suo cuore sia in accademia, ma la sua mente e’ retta dal senso degli affari. Marchionne combina l’appeal di un venditore con le capacita’ d’analisi di un esperto di scienze statistiche”.
Secondo Fortune, il manager non ha mai cercato di accampare scuse per nascondere i punti deboli di Chrysler (scarsa qualita’ e debolezza sul fronte tecnologico) ma ha dimostrato di sapere alla perfezione cosa fare per risolvere i problemi.
Notizia 5 di 15
Secondo la rivista automobilistica AL VOLANTE ci potrebbe essere un interessamento cinese oltre a quello della VW per il marchio del Biscione ma Sergio Marchionne è stato categorico: ALFA NON LA VENDO!
leggi l’articolo di Al Volante >>>>
Leggi la risposta di Marchionne al Meeting CL di Rimini >>>>>
Notizia 6 di 15
Secondo la rivista automobilistica AL VOLANTE ci potrebbe essere un interessamento cinese oltre a quello della VW per il marchio del Biscione ma Sergio Marchionne è stato categorico: ALFA NON LA VENDO!
leggi l’articolo di Al Volante >>>>
Leggi la risposta di Marchionne al Meeting CL di Rimini >>>>>
Notizia 7 di 15
Chrysler festeggia un anno di alleanza con Fiat, organizzando per i 12.000 dipendenti del quartier generale di Auburn Hills un picnic a base di hamburger e hot dog. A servire i dipendenti sono tutti i primi livelli del management della casa automobilistica americana, incluso l’amministratore delegato Sergio Marchionne.
leggi l’articolo su Il Sole 24 Ore >>>>
Leggi tutto sull’accordo Fiat Chrysler giorno per giorno su MitoAlfaRomeo.Com
Notizia 8 di 15
L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne conferma che il marchio Alfa Romeo non è in vendita.”Ho detto che non la vendo”, ha risposto Marchionne ai giornalisti a margine del meeting dell’Amicizia di Rimini.Lunedì scorso il sito del settimanale tedesco specializzato Automobilwoche ha scritto che Volkswagen sarebbe interessata ad acquistare Alfa Romeo, qualora fosse messa in vendita.Alla domanda se quindi Fiat non stia parlando con Volkswagen Marchionne ha risposto: “Parliamo con loro, con i francesi, parliamo sempre e di tutto”.
Lo si apprende dal sito dell’Agenzia di stampa REUTERS
Fiat non venderà Alfa Romeo - Il Sole 24 Ore
Notizia 9 di 15
L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne conferma che il marchio Alfa Romeo non è in vendita.”Ho detto che non la vendo”, ha risposto Marchionne ai giornalisti a margine del meeting dell’Amicizia di Rimini.Lunedì scorso il sito del settimanale tedesco specializzato Automobilwoche ha scritto che Volkswagen sarebbe interessata ad acquistare Alfa Romeo, qualora fosse messa in vendita.Alla domanda se quindi Fiat non stia parlando con Volkswagen Marchionne ha risposto: “Parliamo con loro, con i francesi, parliamo sempre e di tutto”.
Lo si apprende dal sito dell’Agenzia di stampa REUTERS
Fiat non venderà Alfa Romeo - Il Sole 24 Ore
Notizia 10 di 15
Alfa Romeo targata Volkswagen: non si placano le polemiche e le aspettative su una ipotetica cessione del brand milanese, seccamente smentita dal Lingotto. Il Quotidiano tedesco HANDELSBLATT torna sull’argomento, e dopo l’acquisizione di Porsche, Man, Scania e Suzuki il colosso tedesco vuole continuare a fare shopping. L’Alfa prenderebbe il posto del marchio SEAT che non stà andando bene e in caso di acquisizione del Biscione sarebbe la prima ovvia sovrapposizione all’interno del gruppo che andrà rimossa facendo morire il marchio spagnolo.
L’Alfa inoltre doveva chiudere il 2009 con 300mila unità ma si è fermato a poco più di 115mila.
Il rischio che la cessione possa far scendere in campo player asiatici il Gruppo VW non lo vuole e farà di tutto in caso di vendita del marchio milanese per chiudere la partita e per ri-dare la possibilità a Giugiaro e a Walter de Silva di utilizzare le proprie matite per le Alfa future se parleranno tedesco….
‘Handelsblatt’ paragona cosi’ il caso Alfa al caso Saab (la casa svedese che GM ha ceduto a inizio anno alla Spyker, ndr): “l’immagine e’ certamente buona, ma il marchio e’ troppo piccolo per vivere e troppo grande per morire”. Il giornale sottolinea comunque che Marchionne sbaglierebbe a cedere Alfa in quanto dopo l’ingresso di Fiat nella Chrysler il mercato americano riveste molta importanza per il costruttore torinese e Alfa possiede una forza di attrazione e di vendita sufficienti per entrarvi. Separarsi da Alfa sarebbe pertanto “un atto dettato dalla disperazione e niente fa trapelare che una simile iniziativa sia necessaria per Torino”, conclude Handelsblatt, osservando del resto che “la fantasia di espandersi di Vw non ha ancora raggiunto i propri limiti. Wolfsburg ha ancora fame e il suo boss, Martin Winterkorn, ha gia’ dimostrato di essere molto paziente”.
Notizia 11 di 15
Alfa Romeo targata Volkswagen: non si placano le polemiche e le aspettative su una ipotetica cessione del brand milanese, seccamente smentita dal Lingotto. Il Quotidiano tedesco HANDELSBLATT torna sull’argomento, e dopo l’acquisizione di Porsche, Man, Scania e Suzuki il colosso tedesco vuole continuare a fare shopping. L’Alfa prenderebbe il posto del marchio SEAT che non stà andando bene e in caso di acquisizione del Biscione sarebbe la prima ovvia sovrapposizione all’interno del gruppo che andrà rimossa facendo morire il marchio spagnolo.
L’Alfa inoltre doveva chiudere il 2009 con 300mila unità ma si è fermato a poco più di 115mila.
Il rischio che la cessione possa far scendere in campo player asiatici il Gruppo VW non lo vuole e farà di tutto in caso di vendita del marchio milanese per chiudere la partita e per ri-dare la possibilità a Giugiaro e a Walter de Silva di utilizzare le proprie matite per le Alfa future se parleranno tedesco….
‘Handelsblatt’ paragona cosi’ il caso Alfa al caso Saab (la casa svedese che GM ha ceduto a inizio anno alla Spyker, ndr): “l’immagine e’ certamente buona, ma il marchio e’ troppo piccolo per vivere e troppo grande per morire”. Il giornale sottolinea comunque che Marchionne sbaglierebbe a cedere Alfa in quanto dopo l’ingresso di Fiat nella Chrysler il mercato americano riveste molta importanza per il costruttore torinese e Alfa possiede una forza di attrazione e di vendita sufficienti per entrarvi. Separarsi da Alfa sarebbe pertanto “un atto dettato dalla disperazione e niente fa trapelare che una simile iniziativa sia necessaria per Torino”, conclude Handelsblatt, osservando del resto che “la fantasia di espandersi di Vw non ha ancora raggiunto i propri limiti. Wolfsburg ha ancora fame e il suo boss, Martin Winterkorn, ha gia’ dimostrato di essere molto paziente”.
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L’AD della Chrysler e di Fiat Sergio Marchionne ha detto che sarà “difficile” per la costruttrice di auto statunitense realizzare un utile netto nel 2010.
E’ quanto riporta l’Agenzia di Stampa REUTERS.
Per quanto riguarda la performance di Chrysler più in generale, Marchionne ha detto di essere “soddisfatto” e che la casa automobilistica è “davvero in anticipo sul piano” nel recupero dal suo fallimento di giugno 2009.Quando nella prima metà di agosto Marchionne aveva illustrato i risultati del secondo trimestre, aveva detto che potrebbe alzare l’outlook per il 2010 dopo il terzo trimestre. Nel secondo trimestre la perdita netta di Chrysler è scesa a 172 milioni di dollari dai 197 milioni del primo.Marchionne ha detto che il piano di chiedere ai rivenditori di Chrysler di aggiungere alle loro showroom le vetture Fiat è a uno stadio avanzato. La casa americana ha detto di voler punti vendita in 119 città , 37 stati e a Puerto Rico.
La Fiat 500 dovrebbe essere introdotta nel mercato americano entro 5 mesi. Marchionne ha aggiunto che anche le auto sportive Alfa Romeo verranno vendute negli Usa.
Notizia 13 di 15
Come avevamo anticipato più volte, il colosso tedesco tedesco continua nelle sue avances al Gruppo Fiat Chrysler per acquisire lo storico brand milanese ALFA ROMEO. Lo riporta il sito tedesco AUTOMOBILWOCHE
Un portavoce di Fiat interpellato da Reuters in merito ricorda che “come gia’ detto dall’AD Sergio Marchionne non c’e’ nessun progetto di cessione del marchio Alfa Romeo”.Secondo quanto scritto dal settimanale tedesco, Volkswagen sarebbe attratta dal marchio e lo considererebbe appetibile per crescere e rafforzarsi.
“Alfa è un marchio riconosciuto a livello mondiale con geni sportivi e una grande tradizione. Qualora potessimo avere un simile tesoro, non dovremmo assolutamente esitare troppo a lungo”, ha detto il funzionario della casa tedesca al settimanale.
Per chi non lo sapesse, nel 2006 la FIAT voleva vendere l’Alfa alla VW ma alla fine le due parti non si accordarono e non se ne fece nulla (clicca qui per leggere l’articolo del Sole 24 Ore)
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, lo stesso Marchionne negoziò nel 2006 una joint venture tra l’Alfa Romeo e la Seat, del gruppo Volkswagen. Una joint venture in cui i tedeschi avrebbero avuto la maggioranza (si dice il 75% del capitale) portando quindi la casa italiana fuori dal perimetro del Lingotto. Le trattative non sono poi andate a buon fine, per più di un motivo. Innanzitutto la mancata intesa sui termini economici dell’accordo. Poi il cambio – ai primi di novembre del 2006 – ai vertici della Volkswagen tra Bernd Pischetsrieder, che aveva intavolato i negoziati, e l’attuale presidente Martin Winterkorn.
L’ipotesi di separare il destino dell’Alfa Romeo da quello di Fiat era già circolata a fine 2002, e anche allora il partner sarebbe stata Volkswagen: il colosso tedesco avrebbe dovuto entrare con una quota di minoranza (49%) in quello che avrebbe dovuto chiamarsi Pvsi (Progetto vetture sportive italiane) e comprendere, oltre ad Alfa, anche Ferrari e Maserati. Volkswagen aveva confermato solo trattative per un possibile accordo Audi-Maserati – poi sfumato.
Queste affermazioni non sono del tutto NUOVE, poichè già in passato il Financial Times e Milano Finanza avevamo anticipato qualche rumors , vi riportiamo altri articoli che abbiamo pubblicato sulla vicenda.
Financial Times:VW interessata all’Alfa? - 12 dicembre 2009
Piech (VW) conferma l’interesse per AlfaRomeo – 21 maggio 2010
Milano Finanza :VW ipotizza polo Audi-Alfa contro Mb-BMW? - 29 maggio 2010
Quattroruote: DAS ALFA, il Biscione andrà in mani tedesche? – 26 luglio 2010
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Come avevamo anticipato più volte, il colosso tedesco tedesco continua nelle sue avances al Gruppo Fiat Chrysler per acquisire lo storico brand milanese ALFA ROMEO. Lo riporta il sito tedesco AUTOMOBILWOCHE
Un portavoce di Fiat interpellato da Reuters in merito ricorda che “come gia’ detto dall’AD Sergio Marchionne non c’e’ nessun progetto di cessione del marchio Alfa Romeo”.Secondo quanto scritto dal settimanale tedesco, Volkswagen sarebbe attratta dal marchio e lo considererebbe appetibile per crescere e rafforzarsi.
“Alfa è un marchio riconosciuto a livello mondiale con geni sportivi e una grande tradizione. Qualora potessimo avere un simile tesoro, non dovremmo assolutamente esitare troppo a lungo”, ha detto il funzionario della casa tedesca al settimanale.
Per chi non lo sapesse, nel 2006 la FIAT voleva vendere l’Alfa alla VW ma alla fine le due parti non si accordarono e non se ne fece nulla (clicca qui per leggere l’articolo del Sole 24 Ore)
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, lo stesso Marchionne negoziò nel 2006 una joint venture tra l’Alfa Romeo e la Seat, del gruppo Volkswagen. Una joint venture in cui i tedeschi avrebbero avuto la maggioranza (si dice il 75% del capitale) portando quindi la casa italiana fuori dal perimetro del Lingotto. Le trattative non sono poi andate a buon fine, per più di un motivo. Innanzitutto la mancata intesa sui termini economici dell’accordo. Poi il cambio – ai primi di novembre del 2006 – ai vertici della Volkswagen tra Bernd Pischetsrieder, che aveva intavolato i negoziati, e l’attuale presidente Martin Winterkorn.
L’ipotesi di separare il destino dell’Alfa Romeo da quello di Fiat era già circolata a fine 2002, e anche allora il partner sarebbe stata Volkswagen: il colosso tedesco avrebbe dovuto entrare con una quota di minoranza (49%) in quello che avrebbe dovuto chiamarsi Pvsi (Progetto vetture sportive italiane) e comprendere, oltre ad Alfa, anche Ferrari e Maserati. Volkswagen aveva confermato solo trattative per un possibile accordo Audi-Maserati – poi sfumato.
Queste affermazioni non sono del tutto NUOVE, poichè già in passato il Financial Times e Milano Finanza avevamo anticipato qualche rumors , vi riportiamo altri articoli che abbiamo pubblicato sulla vicenda.
Financial Times:VW interessata all’Alfa? - 12 dicembre 2009
Piech (VW) conferma l’interesse per AlfaRomeo – 21 maggio 2010
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Quattroruote: DAS ALFA, il Biscione andrà in mani tedesche? – 26 luglio 2010


